La scissione societaria: uno strumento flessibile per riorganizzare l’impresa
La scissione societaria è una delle operazioni straordinarie più rilevanti nella vita di un’impresa. Consente di separare attività, passività, rami aziendali o singoli asset, trasferendoli a una o più società beneficiarie, già esistenti o di nuova costituzione. È uno strumento particolarmente utile nei processi di riorganizzazione, passaggio generazionale, separazione tra soci, creazione di holding, segregazione di patrimoni o preparazione a operazioni di investimento e cessione.
Dal punto di vista civilistico, la scissione è disciplinata dagli articoli 2506 e seguenti del Codice civile. Può assumere diverse forme: totale, quando l’intero patrimonio della società scissa viene trasferito ad altre società e la scissa si estingue; parziale, quando solo una parte del patrimonio viene assegnata a una o più beneficiarie e la società scissa prosegue la propria attività; proporzionale o non proporzionale, a seconda delle modalità di attribuzione delle partecipazioni ai soci. Più di recente, è stata introdotta anche la scissione mediante scorporo, disciplinata dall’art. 2506.1 c.c., che consente alla società scissa di assegnare parte del proprio patrimonio a una o più società beneficiarie ricevendo essa stessa le relative partecipazioni.
Perché ricorrere a una scissione
La scissione non è soltanto un’operazione tecnica. Spesso rappresenta una scelta strategica per rendere più efficiente la struttura societaria e patrimoniale del gruppo.
Tra le finalità più frequenti vi sono:
Separazione di business diversi. Quando una società svolge più attività, la scissione permette di attribuire ciascun ramo a una società distinta, con una gestione più focalizzata e una maggiore trasparenza economica.
Passaggio generazionale. Nelle imprese familiari, la scissione può agevolare la divisione ordinata degli asset tra eredi o gruppi familiari, riducendo il rischio di conflitti futuri.
Separazione tra soci. In presenza di divergenze strategiche, la scissione può consentire una “separazione consensuale” tra soci, evitando soluzioni più traumatiche o contenziose.
Protezione e valorizzazione del patrimonio. Immobili, partecipazioni, marchi o altri asset possono essere collocati in società dedicate, rendendo più chiara la distinzione tra attività operativa e patrimonio immobiliare o finanziario.
Preparazione a operazioni di M&A. Prima di una vendita o dell’ingresso di un investitore, la scissione può servire a isolare il perimetro oggetto dell’operazione, separando gli asset non strategici o non destinati alla cessione.
Il procedimento
La scissione richiede un percorso strutturato, che deve essere pianificato con attenzione. Il documento centrale è il progetto di scissione, nel quale vengono indicati, tra l’altro, il patrimonio da assegnare, le società beneficiarie, il rapporto di cambio, le modalità di attribuzione delle partecipazioni e la data dalla quale le operazioni della società scissa sono imputate alle beneficiarie.
A seconda dei casi, possono essere necessari ulteriori documenti, quali la situazione patrimoniale, la relazione degli amministratori e la relazione degli esperti. La disciplina prevede tuttavia alcune semplificazioni, soprattutto nelle operazioni infragruppo o quando ricorrono determinate condizioni previste dalla legge.
Un aspetto centrale è la tutela dei creditori. La scissione, infatti, può incidere sulla composizione patrimoniale delle società coinvolte e, per questo motivo, la legge riconosce ai creditori specifici strumenti di opposizione nei termini previsti.
La scissione mediante scorporo
Particolare attenzione merita la scissione mediante scorporo, istituto introdotto nell’ordinamento italiano in attuazione della disciplina europea sulle operazioni transfrontaliere. In questa forma di scissione, le partecipazioni della società beneficiaria non vengono assegnate ai soci della società scissa, ma alla società scissa stessa. In altri termini, la società trasferisce una parte del proprio patrimonio a una beneficiaria e riceve in cambio partecipazioni nella beneficiaria.
Questa tecnica può essere particolarmente utile per creare una struttura di gruppo, separare un ramo di attività in una società controllata, costituire una holding operativa o predisporre una futura apertura del capitale. Secondo gli orientamenti notarili più recenti, la scissione mediante scorporo può riguardare anche singoli componenti patrimoniali e non necessariamente un ramo d’azienda in senso stretto.
Profili fiscali
Sotto il profilo fiscale, la scissione è generalmente ispirata al principio di neutralità, previsto dall’art. 173 del TUIR: l’operazione, se correttamente strutturata, non determina di per sé il realizzo né la distribuzione di plusvalenze o minusvalenze relative ai beni trasferiti.
La neutralità fiscale, tuttavia, non significa assenza di rischi. Occorre valutare con attenzione la continuità dei valori fiscali, la posizione dei soci, l’eventuale presenza di perdite fiscali, interessi passivi, eccedenze ACE, crediti d’imposta, nonché i possibili profili di abuso del diritto. In particolare, la scissione deve essere sorretta da valide ragioni economiche e non può essere utilizzata esclusivamente per ottenere indebiti vantaggi fiscali.
Quanto alla scissione mediante scorporo, la prassi e la normativa fiscale sono state oggetto di recenti chiarimenti ed evoluzioni, soprattutto con riferimento alla distinzione tra beneficiarie di nuova costituzione e beneficiarie preesistenti. Si tratta quindi di un ambito che richiede una valutazione aggiornata caso per caso.
Gli aspetti da valutare prima dell’operazione
Prima di avviare una scissione è essenziale effettuare una verifica integrata, legale, contabile e fiscale. Tra i profili più delicati vi sono:
la corretta individuazione del perimetro da trasferire, inclusi contratti, dipendenti, autorizzazioni, finanziamenti, garanzie e contenziosi;
la sostenibilità patrimoniale delle società coinvolte, anche rispetto ai creditori e agli impegni finanziari esistenti;
la governance post-scissione, con particolare attenzione a statuti, patti parasociali, diritti dei soci e regole decisionali;
gli impatti fiscali e contabili, che devono essere analizzati prima dell’approvazione del progetto;
la coerenza dell’operazione con gli obiettivi imprenditoriali, poiché una scissione formalmente corretta ma priva di una logica economica chiara può generare criticità future.
Conclusioni
La scissione societaria è uno strumento estremamente versatile, ma richiede una progettazione accurata. Può semplificare strutture complesse, favorire il passaggio generazionale, agevolare operazioni di investimento o consentire una separazione ordinata tra soci. Allo stesso tempo, coinvolge interessi rilevanti: soci, creditori, dipendenti, amministratori, banche e amministrazione finanziaria.
Per questo motivo, ogni operazione deve essere costruita su misura, partendo dagli obiettivi concreti dell’impresa e verificando in anticipo gli effetti civilistici, fiscali, contabili e contrattuali.
Lo Studio Associato Baù Martini assiste società, imprenditori e gruppi familiari nella pianificazione e realizzazione di operazioni di scissione, curando l’intero percorso: dall’analisi preliminare alla definizione della struttura, dalla redazione della documentazione societaria al coordinamento con consulenti fiscali, notai e advisor coinvolti.